Mustapha Badri, giornalista marocchino designato per votare al Ballon d'Or 2026, rivela di essere stato avvicinato da persone che cercavano di distoglierlo dal suo voto per Achraf Hakimi.
Mustapha Badri, direttore generale del gruppo Al Mountakhab e membro del panel di votanti marocchini per il Ballon d'Or, ha fatto una rivelazione significativa riguardante il processo di voto del famoso premio calcistico. In una dichiarazione pubblica, ha spiegato di essere stato contattato più volte da individui che tentavano di influenzare la sua scelta, una pressione alla quale afferma di aver fermamente resistito.
Il giornalista marocchino, il cui voto è tra i più seguiti del continente africano, ha mantenuto la sua posizione collocando il terzino destro marocchino Achraf Hakimi in cima alla sua classifica. Questa decisione arriva in un contesto in cui il giocatore del Paris Saint-Germain figura tra i pretendenti seri al titolo, forte del suo percorso remarkable sia in club che in nazionale.
Badri ha tenuto a precisare la natura delle sollecitazioni ricevute, senza tuttavia rivelare l'identità dei suoi interlocutori. La sua testimonianza mette in luce i retroscena di un processo di voto che, nonostante le regole strict imposte da France Football, può essere oggetto di tentativi di manipolazione ai margini delle procedure ufficiali.
Questa vicenda solleva interrogativi più ampi sull'integrità dei voti per i premi individuali nel calcio. Le rivelazioni di Badri arrivano in un momento in cui la trasparenza delle procedure di voto è oggetto di un dibattito crescente all'interno della comunità sportiva internazionale.
Mantenendo il suo voto per Hakimi, Mustapha Badri ha sottolineato l'importanza dell'indipendenza dei votanti di fronte alle pressioni esterne. La sua testimonianza ricorda che i giornalisti designati per questi voti assumono una responsabilità particolare nella credibilità di queste distinzioni.
Il giornalista marocchino, il cui voto è tra i più seguiti del continente africano, ha mantenuto la sua posizione collocando il terzino destro marocchino Achraf Hakimi in cima alla sua classifica. Questa decisione arriva in un contesto in cui il giocatore del Paris Saint-Germain figura tra i pretendenti seri al titolo, forte del suo percorso remarkable sia in club che in nazionale.
Badri ha tenuto a precisare la natura delle sollecitazioni ricevute, senza tuttavia rivelare l'identità dei suoi interlocutori. La sua testimonianza mette in luce i retroscena di un processo di voto che, nonostante le regole strict imposte da France Football, può essere oggetto di tentativi di manipolazione ai margini delle procedure ufficiali.
Questa vicenda solleva interrogativi più ampi sull'integrità dei voti per i premi individuali nel calcio. Le rivelazioni di Badri arrivano in un momento in cui la trasparenza delle procedure di voto è oggetto di un dibattito crescente all'interno della comunità sportiva internazionale.
Mantenendo il suo voto per Hakimi, Mustapha Badri ha sottolineato l'importanza dell'indipendenza dei votanti di fronte alle pressioni esterne. La sua testimonianza ricorda che i giornalisti designati per questi voti assumono una responsabilità particolare nella credibilità di queste distinzioni.
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Fonte: Ouest-France