Un documentario HBO Max analizza l'eccezionale efficienza fisiologica del campione sloveno, lasciando intravedere i segreti di una dominazione senza pari sul ciclismo mondiale.
Il documentario « Anatomia di un GOAT », prodotto da HBO Max e disponibile dal 7 novembre, svela i segreti biologici di Tadej Pogacar. Il corredor sloveno, già due volte vincitore del Tour de France, rivela dati fisiologici che lasciano a bocca aperta: una frequenza cardiaca di soli 38 battiti al minuto a riposo, una delle più basse mai registrate in un atleta di alto livello.
Questo dato, in apparenza insignificante, tradisce in realtà un sistema cardiovascolare di un'efficienza formidabile. Un cuore che batte più lentamente a riposo significa un organo capace di pompare più sangue ad ogni contrazione. Per un ciclista che effettua sforzi di diverse ore in montagna, questa caratteristica rappresenta un vantaggio considerevole, quasi ingiusto nei confronti della concorrenza.
Gli specialisti intervistati nel documentario sottolineano che questa capacità non si acquisisce unicamente con l'allenamento. Pogacar disporrebbe di una predisposizione genetica eccezionale, combinata con una preparazione millimetrica. Anche il suo sonno sarebbe ottimizzato, permettendo un recupero superiore alla media dei suoi avversari.
Questa anatomia fuori norma solleva legittimamente la questione dell'equità sportiva. Quando un atleta dorme meglio, recupera più velocemente e dispone di un motore biologico superiore, dove si colloca la parte del merito individuale? La UAE Team Emirates XRG, la sua squadra, non si lamenta certamente, rafforzata da prestazioni che sfidano la comprensione usuale dell'endurance umana.
Resta il fatto che questo documentario, mettendo così a nudo i vantaggi fisiologici del suo campione, potrebbe alimentare i dibattiti sul doping genetico e sui limiti naturali del corpo umano. Pogacar, dal canto suo, continua a pedalare, indifferente alle controversie, forte di un cuore che, anche a riposo, batte più efficacemente di quello dei suoi rivali.
Questo dato, in apparenza insignificante, tradisce in realtà un sistema cardiovascolare di un'efficienza formidabile. Un cuore che batte più lentamente a riposo significa un organo capace di pompare più sangue ad ogni contrazione. Per un ciclista che effettua sforzi di diverse ore in montagna, questa caratteristica rappresenta un vantaggio considerevole, quasi ingiusto nei confronti della concorrenza.
Gli specialisti intervistati nel documentario sottolineano che questa capacità non si acquisisce unicamente con l'allenamento. Pogacar disporrebbe di una predisposizione genetica eccezionale, combinata con una preparazione millimetrica. Anche il suo sonno sarebbe ottimizzato, permettendo un recupero superiore alla media dei suoi avversari.
Questa anatomia fuori norma solleva legittimamente la questione dell'equità sportiva. Quando un atleta dorme meglio, recupera più velocemente e dispone di un motore biologico superiore, dove si colloca la parte del merito individuale? La UAE Team Emirates XRG, la sua squadra, non si lamenta certamente, rafforzata da prestazioni che sfidano la comprensione usuale dell'endurance umana.
Resta il fatto che questo documentario, mettendo così a nudo i vantaggi fisiologici del suo campione, potrebbe alimentare i dibattiti sul doping genetico e sui limiti naturali del corpo umano. Pogacar, dal canto suo, continua a pedalare, indifferente alle controversie, forte di un cuore che, anche a riposo, batte più efficacemente di quello dei suoi rivali.
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Fonte: Ouest-France