L'annunciato arrivo dei multiscafi Ocean Fifty alla Solitaire du Figaro, a partire dal 2028, divide il mondo della regata d'altura e solleva interrogativi sul futuro della competizione.
L'annuncio di un cambio di imbarcazione alla Solitaire du Figaro ha suscitato una vivace reazione nel mondo della regata d'altura. La sostituzione dei monoscafi Figaro Bénéteau III con la classe dei multiscafi Ocean Fifty, prevista a partire dal 2028, è tutt'altro che unanimemente condivisa. In molti vi vedono una rottura con lo spirito di una competizione a lungo concepita come terreno di formazione e selezione dei giovani velisti.
La decisione pone una domanda semplice: perché i sostenitori dei multiscafi da 50 piedi hanno cercato di conquistare questa regata, rischiando critiche? La risposta risiede anzitutto nella ricerca di visibilità. La Solitaire du Figaro gode di un pubblico fedele e di un'immagine forte presso il pubblico francese. Per una classe tecnologica e spettacolare, inserirsi in questo appuntamento significa raggiungere un pubblico più ampio e rafforzare la propria legittimità agli occhi degli sponsor.
Gli oppositori segnalano però il rischio di snaturare la competizione. Gli Ocean Fifty sono imbarcazioni impegnative, veloci e costose da gestire. Passare da una regata in solitaria aperta a profili molto diversi a un formato più tecnico potrebbe ridurre il numero di partecipanti in grado di schierarsi e modificare la filosofia stessa della gara. Alcuni temono anche un divario di velocità tra i due supporti, che complicherebbe la lettura sportiva della classifica.
La vera posta in gioco sarà dunque ciò che la classe saprà concretamente offrire alla regata. Una migliore copertura mediatica, un'innovazione tecnica condivisa con il grande pubblico e la continuità nella formazione dei skipper sarebbero argomenti convincenti. Al contrario, una trasformazione percepita come semplice operazione di marketing rischierebbe di alienare a lungo gli appassionati.
Fino al 2028, la dimostrazione resta da fare. La Solitaire du Figaro dovrà provare di poter evolversi senza perdere la propria anima, e gli Ocean Fifty dovranno convincere di essere molto più di una vetrina tecnologica. Il dibattito, intanto, è già aperto.
La decisione pone una domanda semplice: perché i sostenitori dei multiscafi da 50 piedi hanno cercato di conquistare questa regata, rischiando critiche? La risposta risiede anzitutto nella ricerca di visibilità. La Solitaire du Figaro gode di un pubblico fedele e di un'immagine forte presso il pubblico francese. Per una classe tecnologica e spettacolare, inserirsi in questo appuntamento significa raggiungere un pubblico più ampio e rafforzare la propria legittimità agli occhi degli sponsor.
Gli oppositori segnalano però il rischio di snaturare la competizione. Gli Ocean Fifty sono imbarcazioni impegnative, veloci e costose da gestire. Passare da una regata in solitaria aperta a profili molto diversi a un formato più tecnico potrebbe ridurre il numero di partecipanti in grado di schierarsi e modificare la filosofia stessa della gara. Alcuni temono anche un divario di velocità tra i due supporti, che complicherebbe la lettura sportiva della classifica.
La vera posta in gioco sarà dunque ciò che la classe saprà concretamente offrire alla regata. Una migliore copertura mediatica, un'innovazione tecnica condivisa con il grande pubblico e la continuità nella formazione dei skipper sarebbero argomenti convincenti. Al contrario, una trasformazione percepita come semplice operazione di marketing rischierebbe di alienare a lungo gli appassionati.
Fino al 2028, la dimostrazione resta da fare. La Solitaire du Figaro dovrà provare di poter evolversi senza perdere la propria anima, e gli Ocean Fifty dovranno convincere di essere molto più di una vetrina tecnologica. Il dibattito, intanto, è già aperto.
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Fonte: Ouest-France