Il governo cinese reagisce pubblicamente a un video online del calciatore francese, che si aggiunge all'interruzione di tre partnership commerciali nel Paese.
Il governo cinese ha inasprito i toni nei confronti di Kylian Mbappé, martedì 27 ottobre, in seguito alla diffusione online di un video nel quale la star francese del calcio sembra scherzare su Mao Zedong, figura fondatrice della Repubblica popolare cinese.
Interpellato sulla vicenda, Pechino ha ritenuto che la reazione suscitata rifletta un sentimento condiviso dall'insieme dei cinesi. Le autorità hanno dunque definito tale rifiuto "comune" alla popolazione, presentando la polemica come una questione che tocca l'identità nazionale piuttosto che una semplice controversia sportiva.
Il contesto è delicato per il giocatore. Alcuni giorni prima, diversi partner commerciali presenti in Cina avevano posto fine alla collaborazione con lui. Il video in questione, della cui autenticità e portata esatta le informazioni disponibili non forniscono dettagli, ha rapidamente circolato sui social network cinesi, amplificando la pressione.
Questa vicenda illustra la particolare sensibilità dei temi legati alla storia politica cinese, la cui rappresentazione pubblica è strettamente regolamentata. Le personalità straniere, in particolare quelle la cui immagine viene commercializzata su larga scala, possono trovarsi esposte a reazioni ufficiali quando una battuta o un gesto viene percepito come un'offesa alla memoria di leader storici.
Allo stato attuale, le informazioni disponibili non permettono di stabilire se Kylian Mbappé abbia reagito pubblicamente né se verranno adottate ulteriori misure nei suoi confronti. La situazione resta seguita da vicino dagli osservatori del calcio e del marketing sportivo, che valutano la posta in gioco economica rappresentata dal mercato cinese per le grandi star internazionali.
Interpellato sulla vicenda, Pechino ha ritenuto che la reazione suscitata rifletta un sentimento condiviso dall'insieme dei cinesi. Le autorità hanno dunque definito tale rifiuto "comune" alla popolazione, presentando la polemica come una questione che tocca l'identità nazionale piuttosto che una semplice controversia sportiva.
Il contesto è delicato per il giocatore. Alcuni giorni prima, diversi partner commerciali presenti in Cina avevano posto fine alla collaborazione con lui. Il video in questione, della cui autenticità e portata esatta le informazioni disponibili non forniscono dettagli, ha rapidamente circolato sui social network cinesi, amplificando la pressione.
Questa vicenda illustra la particolare sensibilità dei temi legati alla storia politica cinese, la cui rappresentazione pubblica è strettamente regolamentata. Le personalità straniere, in particolare quelle la cui immagine viene commercializzata su larga scala, possono trovarsi esposte a reazioni ufficiali quando una battuta o un gesto viene percepito come un'offesa alla memoria di leader storici.
Allo stato attuale, le informazioni disponibili non permettono di stabilire se Kylian Mbappé abbia reagito pubblicamente né se verranno adottate ulteriori misure nei suoi confronti. La situazione resta seguita da vicino dagli osservatori del calcio e del marketing sportivo, che valutano la posta in gioco economica rappresentata dal mercato cinese per le grandi star internazionali.
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Fonte: Ouest-France