Javier Tebas ha incontrato l'ambasciatore della Cina in Spagna per disinnescare la crisi nata dalle dichiarazioni di Kylian Mbappé su Mao Zedong.
La Liga ha scelto il suo campo. Di fronte alla tempesta mediatica provocata dalle dichiarazioni di Kylian Mbappé su Mao Zedong, il presidente dell'organo direttivo del calcio spagnolo, Javier Tebas, ha adottato una posizione senza ambiguità: i partenariati commerciali con la Cina hanno la precedenza su qualsiasi altra considerazione.
Martedì sera, Tebas ha incontrato l'ambasciatore della Cina in Spagna nell'ambito di un'iniziativa di disinnesco diplomatico. L'obiettivo era chiaro: rassicurare i partner economici cinesi e prevenire qualsiasi conseguenza spiacevole per la Liga, i cui ricavi legati al mercato cinese rappresentano una quota non trascurabile del suo budget di sviluppo.
Questa strategia di comunicazione proattiva contrasta con le scuse presentate dal giocatore del Real Madrid. Se Mbappé ha tenuto a chiarire le sue dichiarazioni, è stato Tebas a prendere l'iniziativa di contattare direttamente le autorità cinesi, dimostrando così l'importanza capitale di queste relazioni per l'istituzione che dirige.
L'incidente illustra le tensioni crescenti tra libertà di espressione degli atleti e sensibilità geopolitiche delle istituzioni sportive. In un contesto in cui i mercati asiatici pesano sempre di più nell'economia del calcio europeo, le dichiarazioni a carattere politico o storico possono avere ripercussioni commerciali considerevoli.
La Liga, scegliendo di dare priorità ai suoi interessi economici, invia un segnale forte agli altri attori del calcio europeo: di fronte agli enjeux finanziari colossali legati all'internazionalizzazione delle competizioni, la prudenza diplomatica prevale ormai sui principi di libera espressione.
Martedì sera, Tebas ha incontrato l'ambasciatore della Cina in Spagna nell'ambito di un'iniziativa di disinnesco diplomatico. L'obiettivo era chiaro: rassicurare i partner economici cinesi e prevenire qualsiasi conseguenza spiacevole per la Liga, i cui ricavi legati al mercato cinese rappresentano una quota non trascurabile del suo budget di sviluppo.
Questa strategia di comunicazione proattiva contrasta con le scuse presentate dal giocatore del Real Madrid. Se Mbappé ha tenuto a chiarire le sue dichiarazioni, è stato Tebas a prendere l'iniziativa di contattare direttamente le autorità cinesi, dimostrando così l'importanza capitale di queste relazioni per l'istituzione che dirige.
L'incidente illustra le tensioni crescenti tra libertà di espressione degli atleti e sensibilità geopolitiche delle istituzioni sportive. In un contesto in cui i mercati asiatici pesano sempre di più nell'economia del calcio europeo, le dichiarazioni a carattere politico o storico possono avere ripercussioni commerciali considerevoli.
La Liga, scegliendo di dare priorità ai suoi interessi economici, invia un segnale forte agli altri attori del calcio europeo: di fronte agli enjeux finanziari colossali legati all'internazionalizzazione delle competizioni, la prudenza diplomatica prevale ormai sui principi di libera espressione.
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Fonte: Ouest-France