Un atleta cinese è stato sanzionato dalla Federazione di atletica dopo aver tagliato il traguardo della maratona di Zhengzhou con il figlio di nove anni legato a lui con una corda.
La Federazione cinese di atletica ha inflitto una sospensione di tre anni a un runner che ha partecipato alla maratona di Zhengzhou il 18 ottobre scorso, insieme al figlio di nove anni. Il bambino era legato al padre con una corda, una pratica che ha sollevato forti interrogativi sulla sicurezza dei partecipanti più giovani su una distanza così impegnativa.
Il runner, il cui tempo di gara di tre ore e trenta minuti è stato annullato, ha visto la propria prestazione semplicemente cancellata dalle classifiche ufficiali. Questa decisione segna una svolta nell'approccio delle autorità federali cinesi riguardo alla partecipazione dei bambini alle prove podistiche di lunga distanza.
Le reazioni all'interno della comunità sportiva sono state divise. Se alcuni plaudono alla fermezza delle autorità di fronte a quello che considerano un mettere deliberatamente in pericolo un minore, altri deplorano l'assenza di un quadro normativo più chiaro che regoli la presenza di bambini lungo i percorsi o al traguardo delle competizioni.
Questa vicenda mette in luce una tendenza osservata da diversi anni: alcuni genitori cercano di coinvolgere i propri figli in sfide sportive ambiziose, talvolta a scapito del rispetto delle reali capacità fisiche dei più piccoli. Gli specialisti dello sviluppo del bambino ricordano che il corpo di un bambino di nove anni non è adatto alle sollecitazioni di una maratona.
La sospensione comminata al runner servirà verosimilmente da precedente per casi simili futuri. Ricorda che la passione per lo sport, per quanto legittima, non può giustificare comportamenti che mettano in pericolo la sicurezza dei più vulnerabili.
Il runner, il cui tempo di gara di tre ore e trenta minuti è stato annullato, ha visto la propria prestazione semplicemente cancellata dalle classifiche ufficiali. Questa decisione segna una svolta nell'approccio delle autorità federali cinesi riguardo alla partecipazione dei bambini alle prove podistiche di lunga distanza.
Le reazioni all'interno della comunità sportiva sono state divise. Se alcuni plaudono alla fermezza delle autorità di fronte a quello che considerano un mettere deliberatamente in pericolo un minore, altri deplorano l'assenza di un quadro normativo più chiaro che regoli la presenza di bambini lungo i percorsi o al traguardo delle competizioni.
Questa vicenda mette in luce una tendenza osservata da diversi anni: alcuni genitori cercano di coinvolgere i propri figli in sfide sportive ambiziose, talvolta a scapito del rispetto delle reali capacità fisiche dei più piccoli. Gli specialisti dello sviluppo del bambino ricordano che il corpo di un bambino di nove anni non è adatto alle sollecitazioni di una maratona.
La sospensione comminata al runner servirà verosimilmente da precedente per casi simili futuri. Ricorda che la passione per lo sport, per quanto legittima, non può giustificare comportamenti che mettano in pericolo la sicurezza dei più vulnerabili.
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Fonte: Ouest-France